lunedì 5 maggio 2014

Gli ascensori

"...il cameriere avrebbe voluto sapere come comportarsi riguardo a quel tavolo, e stava per mandare il ragazzo dell’ascensore a informarsi al piano quando, prima che ne avesse avuto il tempo, gli arrivò la risposta..."


Marcel PROUST, Albertine scomparsa (La fuggitiva) , Capitolo 3


Curiosità sugli ascensori nella storia

  • Una delle prime situazioni in cui si è sentita la necessità di una attrezzatura idonea a trasportare in verticale uomini e materiali è quella delle miniere. Sono dell'inizio del XIX secolo i primi studi per dotare quei primitivi apparecchi di un motore a vapore che sostituisse l'energia umana.
  • Il primo brevetto di un sistema di sicurezza fu dell'inventore americano, Elisha Otis, che nel 1853 depositò il brevetto di un sistema di sicurezza paracadute, destinato ad impedire la caduta violenta della cabina in caso di guasti o rotture ai cavi.
  • Una delle prime spettacolari applicazioni della nuova invenzione è quella vista nel 1889 in Francia in occasione della presentazione della Tour Eiffel a Parigi.
Tratto da Wikipedia 

sabato 3 maggio 2014

Venezia: La gondola come carrozza galleggiante



"come avremmo fatto a Parigi sui boulevards, ai Champs-Élysées, al Bois, in qualsiasi grande viale alla moda, incrociavamo in mezzo al luminoso pulviscolo della sera le donne più eleganti, quasi tutte straniere, che mollemente appoggiate ai cuscini della loro carrozza galleggiante* facevano la fila, si fermavano davanti a un palazzo..."
 Marcel PROUST, Albertine scomparsa (La fuggitiva) , Capitolo 3 (Il soggiorno a Venezia)


*Nota: La gondola è il mezzo di trasporto Veneziano per eccellenza. Questa imbarcazione era già presente prima del XVI secolo, ma con il tempo sono state effettuate modifiche per migliorarne la stabilità e la manovrabilità.  Le famiglie nobili degli inizi del 900 possedevano una o più gondole personali e le utilizzavano per le "passeggiate" lungo le calli e per il trasporto fine a se stesso.


Le gondole appaiono più volte durante lo svolgimento del terzo capitolo, con suggestive descrizioni del paesaggio Veneziano:


"La mia gondola seguiva i piccoli canali; come se la mano misteriosa di un genio m'avesse condotto per il labirinto di questa città d'Oriente.."

"...non senza sobbalzare come sulla cresta di un' onda turchina al sommuoversi dell'acqua scintillante e ombrosa, sbalordita d'esser compressa fra la gondola danzante e l'echeggiante marmo."

domenica 27 aprile 2014

La meridiana




"...poiché il mondo non è che una grande meridiana su cui un solo segmento soleggiato ci permette di vedere che ora sia..."

 Marcel PROUST, Albertine scomparsa (La fuggitiva) , Capitolo 3



venerdì 18 aprile 2014

I telegrammi

 "Non appena mi fossi preso la semplice briga di scrivere il testo del telegramma, bastava che l’impiegato lo prendesse, e che le più veloci reti di comunicazione elettrica lo trasmettessero per tutta l’estensione della Francia e del Mediterraneo..."
Marcel PROUST, Albertine scomparsa (La fuggitiva) , Capitolo 2

La pianola, per gli aspiranti ai veri valori borghesi.

"Mi rimisi dunque in piedi; mi muovevo nella stanza con una prudenza infinita, mi mettevo in modo da non scorgere la sedia di Albertine, la pianola sui cui pedali appoggiava le sue pianelle dorate, tutti gli oggetti di cui aveva fatto uso..."

Marcel PROUST, Albertine scomparsa (La fuggitiva) , Capitolo 1 




"La casa era la quintessenza del mondo borghese, perché in essa e soltanto in essa si potevano dimenticare, o sopprimere artificialmente, i problemi e le contraddizioni della sua società. [...] Gli oggetti non erano però solo utilitari, o simboli di condizione sociale e di successo. Avevano valore in sé come espressione di personalità, come il programma e, insieme, la realtà della vita borghese, perfino come trasformatori dell'uomo. Nella home, tutti questi elementi si esprimevano e si concentravano. Di qui le sue accumulazioni interne. I suoi oggetti erano, come le case che li contenevano, solidi - termine usato caratteristicamente come massimo elogio di un'impresa commerciale. Erano fatti per durare, e duravano. Dovevano nello stesso tempo esprimere con la loro bellezza le aspirazioni più alte e spirituali della vita, salvo che le rappresentassero con la loro stessa esistenza come le rappresentavano i libri e gli strumenti musicali, il cui disegno, a parte svolazzi in superficie relativamente minori, conservava una funzionalità sorprendente; o salvo che appartenessero al regno della mera utilità, come gli utensili da cucina e i bagagli.
[...] Nulla era più spirituale della musica, ma la forma caratteristica nella quale faceva il suo ingresso nella home borghese era il pianoforte, un congegno enorme, straordinariamente elaborato e costoso, anche se ridotto, per il bene di un ceto più modesto aspirante ai veri valori borghesi, alle più maneggevoli dimensioni del pianino. Nessun interno borghese era completo senza di esso; nessuna figlia di borghesi che non fosse costretta a suonarvi sopra innumerevoli scale. "

E.J.Hobsbawm, ll trionfo della borghesia. 1848-1875

mercoledì 16 aprile 2014

...camminare lungo i fili del telefono...


" Ho un bel sapere che molti, leggendo l’articolo, lo troveranno detestabile: nel momento in cui lo leggo mi sembra che quel che vedo in ogni parola sia lì sulla carta, non posso credere che chiunque, aprendo gli occhi, non vedrà direttamente le immagini che vedo io, convinto – con la stessa ingenuità di chi crede che sia la parola medesima da lui pronunciata a camminare tale e quale lungo i fili del telefono – che il pensiero dell’autore sia direttamente percepito dal lettore, mentre è un altro pensiero che si viene fabbricando nella sua mente..."

Marcel PROUST, Albertine scomparsa (La fuggitiva) , Capitolo 2

Con questa pittoresca immagine Marcel Proust descrive la spiegazione che il popolo dà al meccanismo con cui la voce viene trasmessa per mezzo dei cavi del telefono: le parole diventano oggetti e "camminano" lungo i fili.
Sembra quasi che l'autore si rammarichi del fatto che la tecnologia non abbia raggiunto un'evoluzione tale da permettere al lettore di vedere esattamente le immagini come sono state pensate ed evocate dallo scrittore.

mercoledì 9 aprile 2014

La stampa: il miracolo della moltiplicazione del pensiero

"Mi ripromisi di farne comprare altre copie da Françoise, per darle agli amici, le avrei detto, in realtà per toccare con mano il miracolo della moltiplicazione del mio pensiero e leggere, come se fossi un altro signore che ha appena aperto «Le Figaro»*, le stesse frasi in un’altra copia.."
 Marcel PROUST, Albertine scomparsa (La fuggitiva) , Capitolo 2


* Le Figaro è un quotidiano francese, tuttora esistente, fondato nel 1826. Prende il nome dal protagonista de Le nozze di Figaro, Il barbiere di Siviglia, La madre colpevole di Beaumarchais.
Lo stesso Proust pubblicò alcuni studi sul giornale francese: ne sono esempi La Mort des cathédrales e le prefazioni di Pastiches et Mélanges .




Il primo estratto della recherche pubblicato su Le Figaro e intitolato: "Épines blanches, Épines roses".
 photo credit: Le Figaro